Confronto dei gas serra
Non tutti i gas serra riscaldano il pianeta allo stesso modo. Il potenziale di riscaldamento globale a 100 anni (GWP100) standardizza ciascun gas rispetto alla CO2, assunta come riferimento con valore 1. Secondo questa misura, il metano (CH4) ha un GWP100 di circa 29.8 secondo la contabilità IPCC AR6, il che significa che ogni chilogrammo intrappola quasi 30 volte il calore di un chilogrammo di CO2 nell'arco di un secolo. Su un orizzonte di 20 anni il fattore sale a circa 80, il che spiega perché le riduzioni di metano producano un raffreddamento a breve termine più rapido rispetto alle riduzioni di CO2. Il protossido di azoto (N2O) ha un GWP100 di 273, rendendolo grammo per grammo il più pericoloso tra i tre principali gas emessi su larga scala. I gas fluorurati come SF6 raggiungono 25.200, ma i loro volumi di emissione sono così ridotti che il loro contributo totale in CO2 equivalente è inferiore all'1% del totale globale.
Quando si tiene conto della massa delle emissioni annuali, la graduatoria si inverte: la CO2 domina con circa 36.8 Gt all'anno (2022, combustibili fossili più uso del suolo), seguita dal metano con circa 10.3 Gt CO2e/anno e dal protossido di azoto con 2.7 Gt CO2e/anno. I suoli agricoli e il bestiame rappresentano la quota maggiore delle emissioni antropogeniche sia di N2O che di CH4. Questa doppia prospettiva rivela un'asimmetria di politica climatica: ridurre la CO2 è essenziale per la stabilità termica a lungo termine, poiché la CO2 persiste per secoli; ridurre il CH4 è la leva più efficace a breve termine, poiché si ossida in circa 12 anni. Una strategia climatica che si concentri su un solo gas trascura questa complementarità.